mercoledì 22 maggio 2019
CANTIERE APERTO PER “SAUL”
APP | ASCOLI PICENO PRESENT 2019
  • Ascoli Piceno Teatro dei Filarmonici
    Mappa
  • 21:00
  • 071/2072439
  • Teatro
  • GIOVANNI ORTOLEVA / TEATRO DELLA TOSSE

    in collaborazione con Comune di Ascoli Piceno & AMAT nell’ambito di MarcheinVita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma un progetto di MiBAC e Regione Marche coordinato da Consorzio Marche Spettacolo

    liberamente tratto dall’Antico Testamento e Saul di André Gide drammaturgia Riccardo Favaro, Giovanni Ortoleva con Alessandro Bandini, Marco Cacciola, Federico Gariglio regia Giovanni Ortoleva scenografia Marta Solari movimenti di scena Gianmaria Borzillo consulenza musicale Ettore Biagi, Pietro Guarracino produzione Teatro della Tosse

    Un’occasione unica per il pubblico più curioso e attento di scoprire in forma di prova aperta lo spettacolo Saul del giovane regista Giovanni Ortoleva - menzione speciale alla Biennale di Venezia 2018, concorso Registi Under 30 - che debutterà ufficialmente il 27 luglio a Venezia nell’ambito del 47. Festival Internazionale del Teatro.

    Nobody knows you when you’re down and out (Quando sei a terra non ti conosce nessuno) Jimmy Cox

    Nell’Antico Testamento, Saul compare come il primo re d’Israele, eletto da Dio e successivamente da Lui ripudiato. Il giovane David, mandato a palazzo per calmare il re con il suono della sua cetra, riesce a riscuoterlo dal dolore in cui è precipitato e conquista l’amore suo e di suo figlio Gionata. Quando però il giovane sconfigge il gigante Golia diventa evidente che il suo ruolo è più grande di quello per cui è stato annunciato. L’incapacità di Saul di accettare la fine del proprio dominio e il suo rapporto ambivalente col giovane David costituiscono il paradigma dell’uomo che cade. La sua parabola è quella di un frontman in declino, confinata in una camera d’hotel, in attesa di essere superata. Re, padre, rockstar. Saul cerca di resistere al cambiamento, alla fine della sua stirpe, al cancellarsi del proprio nome. La sua lotta è una lotta contro il procedere del tempo.

    Quello di Saul è forse il primo mito consegnatoci dalla tradizione occidentale a parlare di fallimento individuale; e il fallimento è oggi l’orizzonte più buio, quello che sembra attendere un pianeta che non è stato capace di prendersi cura di se stesso, un sistema sociale basato su un’economia che non sa controllarsi. Ho scelto di raccontare la storia di Saul per affrontare questo fantasma, convinto che ogni storia riguardi il tempo che cerca di dimenticarla. Ho riscritto la vicenda di Saul, insieme al drammaturgo Riccardo Favaro, accostando ai re le rockstar, alle regge imperiali le suite d’albergo. La nostra riscrittura, partita dall’Antico Testamento, si è nutrita forse più di cinema e musica che della lettura di testi sull'argomento, ma il Saul di Andre Gide è stato un riferimento cardinale del nostro lavoro. Col passare del tempo mi sono reso conto che tutti i progetti che ho realizzato negli ultimi anni parlano, in un modo o nell’altro, di fallimento. La nostra drammatica incapacità di affrontare la debacle, in fondo, mi diverte molto. Quello a cui state per assistere è l’esito dei nostri primi dieci giorni di lavoro. Ci tengo a specificarlo, per chiarire che oggi non vedrete uno spettacolo. Niente affatto. Quella a cui state per assistere è una tappa di lavoro, in cui, come ogni giorno, proviamo cose nuove e verifichiamo la tenuta di quello che abbiamo fatto finora. Semplicemente, lasciamo la porta aperta e vi lasciamo sbirciare. Giovanni Ortoleva

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    Biglietto cortesia 3 euro