domenica 19 novembre 2017
IL NOME DELLA ROSA
TEATRO DELLA FORTUNA | STAGIONE TEATRALE 2017.18 | FANO
  • Fano Teatro della Fortuna
    Mappa
  • 17:00
  • 071 2072439 - 0721 800750
  • Teatro
  • Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale

    Teatro Stabile di Genova

    Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale

    in accordo con Gianluca Ramazzotti per Artù

    IL NOME DELLA ROSA

    di Umberto Eco

    versione teatrale Stefano Massini

    con [in ordine alfabetico]

    Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Giulio Baraldi Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Marco Gobetti Luca Lazzareschi, Daniele Marmi, Mauro Parrinello Alfonso Postiglione, Arianna Primavera, Franco Ravera, Marco Zannoni

    regia Leo Muscato

    scene Margherita Palli

    costumi Silvia Aymonino

    luci Alessandro Verazzi

    musiche Daniele D’Angelo

    video Fabio Massimo Iaquone, Luca Attilii

    con il sostegno di FIDEURAM

    Il nome della rosa di Umberto Eco è pubblicato da Bompiani

    La prima versione teatrale del capolavoro di Umberto Eco è l’omaggio al celebre scrittore firmato da Stefano Massini, tra gli autori teatrali più apprezzati in Italia e all’estero. Leo Muscato dirige un cast di grandi interpreti, in un crossover generazionale che non mancherà di animare un testo scritto per la scena ma all’altezza del grande romanzo.

    Il nome della rosa di Umberto Eco, tradotto in 47 lingue, ha vinto il Premio Strega nel 1981, e la sua versione cinematografica è stata diretta da Jean-Jacques Annaud nel 1986, protagonista Sean Connery. La prima trasposizione teatrale di questo straordinario best seller è di Stefano Massini, scrittore e drammaturgo, autore di Lehman Trilogy.

    La regia dello spettacolo è affidata a Leo Muscato, che per il Teatro Stabile di Torino ha diretto Come vi piace. Muscato, che alterna regie di prosa a quelle liriche, ha trovato nel romanzo di Eco una sfida appassionante e, nei suoi Appunti per una messa in scena, scrive: «Dietro ad un racconto avvincente e trascinante, il romanzo di Umberto Eco nasconde una storia dagli infiniti livelli di lettura; un incrocio di segni dove ognuno ne nasconde un altro. La struttura stessa del romanzo è di forte matrice teatrale. Vi è un prologo, una scansione temporale in sette giorni, e la suddivisione di ogni singola giornate in otto capitoli, che corrispondono alle ore liturgiche del convento (Mattutino, Laudi, Prima, Terza, Sesta, Nona, Vespri, Compieta). Ogni capitolo è introdotto da un sottotitolo utile a orientare il lettore, che in questo modo sa già cosa accade prima ancora di leggerlo; quindi la sua attenzione non è focalizzata da cosa accadrà, ma dal come. Questa modalità, a noi teatranti ricorda i cartelli di brechtiana memoria e lo straniamento che ha caratterizzato la sua drammaturgia. La scena si apre sul finire del XIV secolo. Un vecchio frate benedettino, Adso da Melk, è intento a scrivere delle memorie in cui narra alcuni terribili avvenimenti di cui è stato testimone in gioventù. Nel nostro spettacolo, questo io narrante diventa una figura quasi kantoriana, sempre presente in scena, in stretta relazione con i fatti che lui stesso racconta, accaduti molti anni prima in un’abbazia dell’Italia settentrionale. Sotto i suoi (e i nostri) occhi si materializza un se stesso giovane, poco più che adolescente, intento a seguire gli insegnamenti di un dotto frate francescano, che nel passato era stato anche inquisitore: Guglielmo da Baskerville. Siamo nel momento culminante della lotta tra Chiesa e Impero, che travaglia l’Europa da diversi secoli e Guglielmo da Baskerville è stato chiamato per compiere una missione, il cui fine ultimo sembra ignoto anche a lui. Su uno sfondo storico-politico-teologico, si dipana un racconto dal ritmo serrato in cui l’azione principale sembra essere la risoluzione di un giallo. Conosciamo altri memorabili personaggi usciti dalla penna di Eco, alcuni inventati, altri realmente esistiti: l’anziano frate cieco Jorge da Burgos, il profondo conoscitore dei segreti dell’abbazia; Bernardo Gui, il terribile inquisitore dell’ordine domenicano; l’ansioso e prudentissimo Abate Abbone; il cellario Remigio da Varagine un francescano in odor d’eresia che si nasconde in quel convento e si finge benedettino; il suo fedele servitore Salvatore, un frate considerato scemo, che parla una strana lingua mista di latino, volgare, francese, tedesco e inglese; la fragile ragazza di cui s’innamora il giovane Adso; Alinardo da Grottafferrata, il più anziano di tutti, la cui demenza senile risulterà decisiva per la soluzione degli enigmi, e tanti altri ancora. Abbiamo immaginato uno spettacolo in cui la dimensione del ricordo del vecchio Adso, potesse diventare la struttura portante dell’intero impianto scenico. Questo è concepito come una scatola magica in continua trasformazione che possa evocare i diversi luoghi dell’azione: una biblioteca, una cappella, una cella, una cucina, un ossario, una mensa, ecc. Delle musiche originali, frammiste a canti gregoriani eseguiti a cappella dagli stessi interpreti, contribuiranno a creare dei luoghi di astrazione in cui la parola possa farsi materia per una fruizione antinaturalistica della vicenda narrata, e alimentare nello spettatore una dimensione percettiva che lo porti a dimenticarsi, per un paio d’ore, il meraviglioso film di Jean-Jacques Annaud. Se è vero che al centro dell’opera di Eco vi è la feroce lotta fra chi si crede in possesso della verità e agisce con tutti i mezzi per difenderla, e chi al contrario concepisce la verità come la libera conquista dell’intelletto umano, è altrettanto vero che non è la fede a essere messa in discussione, ma due modi di viverla differenti. Uno guarda all’esterno, l’altro all’interno; uno è serioso, l’altro fortemente ironico. Anche per questo, se ne saremo capaci, proveremo a raccontare questa storia con una lieve leggerezza che possa qua e là sollecitare il riso, con buona pace del vecchio frate Jorge».

    Ad interpretare Il nome della rosa un cast di grandi interpreti: Luca Lazzareschi (nel ruolo di Guglielmo da Baskerville), Luigi Diberti (il vecchio Adso), Renato Carpentieri (Jorge da Burgos), Eugenio Allegri (Ubertino da Casale, francescano e Bernardo Gui, inquisitore). Con loro in scena: Giovanni Anzaldo (il giovane Adso), Giulio Baraldi (Severino da Sant’ Emmerano, l’erborista), Marco Gobetti (Malachia da Hildesheim, il bibliotecario e Alinardo da Grottaferrata, monaco centenario), Daniele Marmi (Bencio, copista), Mauro Parrinello (Berengario da Arundel, l’aiuto-bibliotecario), Alfonso Postiglione (Salvatore), Arianna Primavera (una ragazza), Franco Ravera (Remigio da Varagine, cellario), Marco Zannoni (abate).

    NUOVI ABBONAMENTI

    da sabato 16 a sabato 30 settembre

    Ogni persona può acquistare e rinnovare, in una sola volta, non più di quattro abbonamenti. L’abbonamento è al portatore e può essere ceduto ad altra persona. Per conservare il posto della passata stagione è necessario confermare l’abbonamento entro il 25 giugno. Entro il 5 luglio è invece possibile usufruire del diritto di prelazione per il cambio di turno e/o posto.

    BOTTEGHINO TEATRO DELLA FORTUNA

    Durante la campagna abbonamenti il botteghino del Teatro della Fortuna [Piazza XX Settembre n. 1 tel. 0721 800750] è aperto tutti i giorni con orario 17.30 – 19.30; mercoledì, sabato e domenica anche 10.30 – 12.30.

    ABBONAMENTO [ 7 SPETTACOLI]

    Settore A € 165

    Settore B € 130

    Settore C € 100

    SPECIALE GIOVANI

    Settore B € 100

    Settore C € 70 riservato ai giovani fino a 26 anni

    SPECIALE SCUOLA

    Settore B € 75

    Settore C € 65

    SPECIALE BCC Fano

    Settore A € 148

    Settore B € 117

    Settore C € 90

    VENDITA BIGLIETTI da mercoledì 4 ottobre vendita biglietti per tutti gli spettacoli


    BOTTEGHINO TEATRO DELLA FORTUNA

    Per la vendita dei biglietti il botteghino del Teatro della Fortuna è aperto dal mercoledì al sabato dalle ore 17.30 alle ore 19.30; il mercoledì e il sabato anche dalle ore 10.30 alle ore 12.30. Nei giorni di spettacolo feriali è aperto con orario 10.30 – 12.30 e dalle 17.30 ad inizio rappresentazione; la domenica di spettacolo è aperto con orario 10.30 – 12.30 e dalle 15 ad inizio rappresentazione.

    BIGLIETTI

    Settore A € 25 € 20 ridotto*

    Settore B € 20 € 15 ridotto*

    Settore C € 15 € 10 ridotto*

    Settore D € 10 € 8 ridotto*

    *riservato ai giovani fino a 26 anni

    SPECIALE BCC

    Settore A € 22

    Settore B € 18

    Settore C € 13

    Settore D € 9

    SPECIALE SCUOLA

    Settore B € 13

    Settore C € 10

    Settore D € 8


    PAGAMENTI

    Abbonamenti e biglietti possono essere pagati per contanti, con carta di credito e bancomat.

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    INIZIO SPETTACOLI

    Feriali ore 21

    Domenica ore 17

    INFO

    Botteghino Teatro della Fortuna tel. 0721 800750

    botteghino@teatrodellafortuna.it.

    AMAT tel. 071 2072439 www.amatmarche.net