TEATRI INVISIBILI: XXIII EDIZIONE DAL 27 AL 29 OTTOBRE CON OTTO APPUNTAMENTI FRA GROTTAMMARE E SAN BENEDETTO

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Al via venerdì 27 ottobre la ventitreesima edizione dell’incontro nazionale dei Teatri Invisibili festival di teatro indipendente proposto a Grottammare e San Benedetto del Tronto dal Laboratorio Teatrale Re Nudo, che ne firma la direzione artistica, con l'AMAT, in collaborazione con i due Comuni e il contributo di MiBACT e Regione Marche.

Occasione annuale di confronto con la drammaturgia emergente sia per il pubblico che per chi è attivo da protagonista negli ambiti della sperimentazione teatrale, l’edizione 2017 dei Teatri Invisibili si articola con otto rappresentazioni da venerdì 27 a domenica 29 ottobre fra il Teatro dell'Olmo e il Concordia a San Benedetto e il Teatro delle Energie a Grottammare. Le chiavi di lettura della rassegna sono quelle che da oltre vent’anni la connotano come punto di riferimento nazionale: vetrina tanto per gli artisti che – per anagrafe o scelta artistica – non appartengono al* mainstream* quanto per nomi conosciuti impegnati in lavori meno convenzionali, ma anche maratona dove gli spettatori incontrano le nuove drammaturgie, i temi insoliti e le narrazioni diverse. Quest’anno con un’attenzione in più per il pubblico giovane e degli studenti che sono coinvolti in un appuntamento di Scuola di Platea – l’iniziativa AMAT per la formazione degli studenti delle superiori che si articola in lezioni preparatorie, visione dello spettacolo e incontro con l’artista – con Mario Perrotta per il suo Milite Ignoto (in programma a Grottammare sabato 28) sulla prima guerra mondiale.

Avvio venerdì 27 ottobre al Teatro dell’Olmo di San Benedetto (ore 19.00) con Alice Bariselli / Nexus in Becoming animal coreografia che utilizza il principio della trasformazione del corpo della Bariselli, danzatrice formatasi a Salzburg Experimental Academy of Dance collaboratrice di nomi come Ultima Vez di Bruxelles, Cunningham Company di New York e Societas Raffaello Sanzio, attraverso il movimento e il dialogo con le musiche originali composte e suonate live dalla chitarra elettrica di Ely Garbo. La scena si sposta a Grottammare con due titoli al Teatro delle Energie. Alle ore 21 Giuliana Musso - attrice, ricercatrice, autrice, Premio della Critica 2005 e Premio Hystrio 2017 per la drammaturgia, esponente del miglior teatro italiano di narrazione e di indagine - propone il suo La fabbrica dei preti che «per rimettere l’essere umano e i suoi bisogni al centro o, meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina» indaga la dimensione umana dei sacerdoti e la dissociazione alimentata durante la loro formazione fra mondo affettivo e dimensione spirituale e devozionale. A seguire, alle 23 Oscar De Summa attore e regista, premio Hystrio quest’anno per aver reinventato il genere del teatro di narrazione. è in scena con La sorella di Gesucristo. Una ragazza prende in mano una pistola regalata al padre dallo zio d’America e attraversa tutto il paese per andare a sparare al ragazzo che la sera prima, Venerdì Santo della Passione, l’ha costretta a subire una violenza. Una camminata semplice, senza appelli, pubblica, che obbliga chi la incontra a prendere una posizione netta ma anche a svelare i retroterra emotivi e culturali della loro posizione.

L’apertura della seconda giornata, sabato 28, è a San Benedetto al Teatro dell’Olmo alle ore 19 con Aleksandros Memetaj in Albania casa mia. Nel 1991 in migliaia scappano da un paese ormai collassato e con navi, pescherecci e gommoni si dirigono verso l’Italia. Fra loro c’è Alexander Toto, che arriva a Brindisi con il peschereccio “Miredita”, lo stesso in cui viaggia Aleksandros Memetaj, di 6 mesi.Albania casa mia è la storia di un figlio che crescerà in un luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. È la storia di un padre e dei sacrifici per evitare di crescere suo figlio nella miseria. E la storia di un grande amore per la propria terra. Appuntamento successivo alle 21 al Teatro delle Energie di Grottammare con Mario Perrotta esponente di spicco della generazione di mezzo del teatro di narrazione, in Milite Ignoto – quindicidiciotto tratto da “Avanti sempre” di Nicola Maranesi. Milite Ignoto racconta il primo, vero momento di unità nazionale. È, infatti, nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta: veneti e sardi, piemontesi e siciliani, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Spaesamento acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. Lo spettacolo è dedicato a tutti i dimenticati di guerra, usati dal generale Cadorna come “carne da cannone”. Finalista al Premio UBU 2015 come migliore novità italiana, lo spettacolo è stato inserito tra gli eventi del programma ufficiale per le commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per l’occasione è attivato un appuntamento di Scuola di Platea a cui hanno già aderito oltre 120 studenti dei licei scientifico, linguistico e classico di San Benedetto del Tronto e dell’istituto per geometri di Grottammare. La seconda giornata di conclude, sempre alle Energie alle 23 con iLove di Fattoria Vittadini, compagnia milanese nata da allievi danzatori della Scuola Paolo Grassi per continuare a farsi strada insieme nel campo delle arti performative. Creato e interpretato da Cesare Benedetti e Riccardo Olivier,iLove è un duetto autobiografico al maschile e parla d’amore. Due personaggi si ritrovano a condividere lo stesso spazio: si studiano, si presentano, provano a esporsi e a capirsi cercando loro stessi, la loro relazione, il loro essere uomini.

Due gli spettacoli in programma domenica 29, per la chiusura del festival, entrambi a San Benedetto del Tronto. Il primo alle 18 al Teatro dell’Olmo con In terra in cielo di e con Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia e le musiche composte ed eseguite dalla chitarra baritona ‘Danelectro’ di Gabrio Baldacci. In scena la relazione tra l’essere umano nell’estrema nudità esistenziale e l’archetipo di un don Chisciotte che «parla parole di Paul Eluard, che esiste idealmente nello stupore e che attraversa e ci chiede un attraversamento lucido della notte del mondo e dell’uomo». Fondata nel 2002 la compagnia ha affrontato autori come Dostoevskij, Shakespeare, Cechov, Wilde, Koltès in un teatro in cui l'attore è al centro. Gran finale, infine, al Teatro Concordia alle 19.00 con la giovane compagnia pistoieseGli Omini in La famiglia Campione di e con Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Giulia Zacchini. Protagonista di questo lavoro della compagnia, nata nel 2006 con l’obiettivo di far nascere il teatro dalle persone e vincitrice nel 2015 del premio Rete Critica come miglior compagnia dell'anno, è la famiglia Campione. Dieci personaggi e tre le generazioni a confronto. Ma tre gli attori visibili in tutto. Così che il gioco si sveli pian piano e che ognuno sia nonno, padre e figlio di sé stesso. Così che il ritratto dell’oggi, delle piccole province, della gente di valle, della famiglia-campione, si astragga dalla realtà, rimanendo sospesa nel tempo.

Per INFO e BIGLIETTI :

http://www.amatmarche.net/

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