FANOTEATRO, DA VENERDÌ 17 A DOMENICA 19 NOVEMBRE “IL NOME DELLA ROSA” IL CAPOLAVORO DI UMBERTO ECO ARRIVA A TEATRO

02_il_nome_della_rosa_dsc_6059_1

Da venerdì 17 a domenica 19 novembre prosegue con Il nome della rosa FANOTEATRO, stagione della Fondazione Teatro della Fortuna realizzata in collaborazione con AMAT e con il contributo del Comune di Fano, della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

La prima versione teatrale italiana del capolavoro di Umberto Eco, tradotto in 47 lingue, vincitore del Premio Strega nel 1981, e versione cinematografica diretta da Jean-Jacques Annaud nel 1986 con protagonista Sean Connery, è l’omaggio al celebre scrittore firmato da Stefano Massini, tra gli autori teatrali più apprezzati in Italia e all’estero. Leo Muscato dirige un cast di grandi interpreti - Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Giulio Baraldi, Luigi Diberti, Marco Gobetti, Luca Lazzareschi, Bob Marchese, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Alfonso Postiglione, Arianna Primavera, Franco Ravera, Marco Zannoni -, in un crossover generazionale che non mancherà di animare un testo scritto per la scena ma all’altezza del grande romanzo.

Muscato, che alterna regie di prosa a quelle liriche, ha trovato nel romanzo di Eco una sfida appassionante e, nei suoi Appunti per una messa in scena, scrive: «Dietro ad un racconto avvincente e trascinante, il romanzo di Umberto Eco nasconde una storia dagli infiniti livelli di lettura; un incrocio di segni dove ognuno ne nasconde un altro. La struttura stessa del romanzo è di forte matrice teatrale. Vi è un prologo, una scansione temporale in sette giorni, e la suddivisione di ogni singola giornate in otto capitoli, che corrispondono alle ore liturgiche del convento (Mattutino, Laudi, Prima, Terza, Sesta, Nona, Vespri, Compieta). Ogni capitolo è introdotto da un sottotitolo utile a orientare il lettore, che in questo modo sa già cosa accade prima ancora di leggerlo; quindi la sua attenzione non è focalizzata da cosa accadrà, ma dal come. Questa modalità, a noi teatranti ricorda i cartelli di brechtiana memoria e lo straniamento che ha caratterizzato la sua drammaturgia. La scena si apre sul finire del XIV secolo. Un vecchio frate benedettino, Adso da Melk, è intento a scrivere delle memorie in cui narra alcuni terribili avvenimenti di cui è stato testimone in gioventù. Nel nostro spettacolo, questo io narrante diventa una figura quasi kantoriana, sempre presente in scena, in stretta relazione con i fatti che lui stesso racconta, accaduti molti anni prima in un’abbazia dell’Italia settentrionale. Sotto i suoi (e i nostri) occhi si materializza un se stesso giovane, poco più che adolescente, intento a seguire gli insegnamenti di un dotto frate francescano, che nel passato era stato anche inquisitore: Guglielmo da Baskerville. Siamo nel momento culminante della lotta tra Chiesa e Impero, che travaglia l’Europa da diversi secoli e Guglielmo da Baskerville è stato chiamato per compiere una missione, il cui fine ultimo sembra ignoto anche a lui. Su uno sfondo storico-politico-teologico, si dipana un racconto dal ritmo serrato in cui l’azione principale sembra essere la risoluzione di un giallo».

Sabato 18 novembre alle ore 18 al Teatro della Fortuna avrà luogo l’incontro con le compagnia e a seguire apericena a 5 euro.

Le scene dello spettacolo – prodotto da Teatro Stabile di Torino, Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile del Veneto in accordo con Gianluca Ramazzotti per Artù e con Alessandro Longobardi per Viola Produzioni – sono di Margherita Palli, i costumi di Silvia Aymonino, le luci di Alessandro Verazzi, le musiche di Daniele D’Angelo e il video di Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii.

Per informazioni e biglietti: botteghino del Teatro della Fortuna 0721 800750. Inizio spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17.

comments powered by Disqus