MAIOLATI, TEATRO SPONTINI MERCOLEDÌ 6 MARZO SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE DI VICOQUARTOMAZZINI

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Mercoledì 6 marzo prosegue la stagione di prosa del Teatro Spontini di Maiolati Spontini – nata dalla rinnovata collaborazione tra Fondazione Pergolesi Spontini, Comune di Maiolati Spontini e AMAT e con il contributo di BANCA GENERALI (main sponsor), SO.GE.NU.S, Annibaldi e Pandolfi Casa del Commiato, C.P.M. Gestioni Termiche – con uno dei più grandi testi del teatro italiano: Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello nell’allestimento di VicoQuartoMazzini con Associazione Teatro Giovani – Teatro Pirata per la regia di Gabriele Paolocà.
Lo spettacolo – in scena anche al Teatro Alfieri di Montemarciano il 7 marzo alle ore 21.15 – offre una visione non scontata dei classici temi pirandelliani, rendendo omaggio all’opera attraverso una chiave interpretativa che aiuta lo spettatore a riflettere su questi temi con un nuovo spirito e un rinnovato interesse.Un ex teatrante, dopo una lunga giornata passata in giro a dare volantini per promuovere la paninoteca per cui lavora, torna nel teatro dove vive: un teatro chiuso, dove non si dà più spettacolo, dove l’uomo non fa altro che dormire e ubriacarsi per non pensare a un passato che lo tormenta a tal punto da fargli decidere di farla finita. In quel momento degli strani individui irrompono nel suo teatro. Dicono di essere dei personaggi abbandonati dal loro autore e di portare con sé un dramma doloroso, macchiato di sangue e vergogna.Scrive Gabriele Paolocà nelle note di regia: “Quando una compagnia del ventunesimo secolo, con le sue difficoltà e le sue gioie, le sue ambizioni e le sue amputazioni si mette di fronte a un classico di tale portata, la prima cosa che salta agli occhi è l’abissale distanza che c’è tra la sua condizione e quella della compagnia degli attori con cui si relazionano i sei personaggi nel testo originale. Attraverso la noia e il cinismo con cui fa parlare gli attori, Pirandello mette alla berlina un sistema tronfio di vizi e scarno di virtù, dove il suggeritore è incapace di suggerire, gli attori di recitare e il regista di imporre il proprio pensiero, dove l’uomo di teatro è paragonabile a un impiegato statale in attesa di finire il proprio turno di lavoro. No, noi (per fortuna e purtroppo) non siamo questo. Noi la compagnia degli attori la simboleggiamo attraverso un uomo solo, prigioniero dei ricordi, intrappolato in un passato decisamente più interessante del suo presente; un uomo che non ha più una compagnia, che ha smesso di fare teatro (perché si deve pur mangiare) ma che al teatro non riesce a smettere di pensare e l’ossessione di questo ricordo lo porta a compiere una sciocchezza: puntarsi una pistola alla tempia. Questo spettacolo potrebbe durare un istante, quell’istante, quando il freddo del ferro ti preme sulla tempia e il futuro, dall’altra parte, da dentro le cervella, aspetta in silenzio. È a quest’uomo che i personaggi chiedono di essere ascoltati, è a lui che chiedono di poter rappresentare la propria storia. È a lui che offrono una chance”.
Gli attori in scena sono Michele Altamura, Alice Conti, Simonetta Damato, Filippo Paolasini, Gabriele Paolocà. La produzione dello spettacolo è realizzata con il sostegno di Asini Bardasci.

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