Symbola presenta il rapporto "IO SONO CULTURA 2019" e gli appuntamenti estivi nelle Marche

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Il Rapporto 2019 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Regione Marche, è stato presentato il 20 giugno a Roma alla presenza del Sottosegretario Mibac Gianluca Vacca e del Presidente di Symbola Ermete Realacci, insieme al Segretario Generale Symbola Fabio Renzi, e al Segretario Generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli.

Si tratta dell’unico studio in Italia che, annualmente, quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I numeri dimostrano senza ombra di dubbio che la cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del made in Italy.

IO SONO CULTURA 2019: qualche dato

Il rapporto, giunto ormai alla sua decima edizione, verifica l’incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo sulla crescita economica complessiva del Paese, utilizzando come parametri economici principali quelli del valore aggiunto e dell’occupazione. I numeri dell’analisi dell’anno 2018 sono positivi. Il valore aggiunto si attesta sui 96 miliardi di €, con una crescita del 2,9% sull’anno precedente, laddove il dato nazionale della crescita si attesta su +1,8%. In termini di occupazione, il 2018 registra 1,55 milioni di occupati nel settore culturale e creativo, in crescita del 1,5% a fronte del +0,9% registrato per il totale italiano.
In percentuale, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo offre un valore aggiunto che è del 3,8% rispetto a quello nazionale e un numero di occupati che rappresenta anch’esso il 3,8% del dato italiano.

Le performing arts e la musica

Nonostante il ritardo nell’approvazione della legge Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia, prevista inizialmente per la fine del 2018, il settore delle arti performative registra movimenti interessanti, specialmente nei flussi della domanda e dell’offerta.
Il 2018 vede una lieve flessione del numero dei biglietti venduti ( - 0,2%), a fronte di una crescita complessiva degli incassi del 2%. In generale, negli ultimi 10 anni, nel comparto teatrale gli spettacoli sono aumentati del 4% e il pubblico è cresciuto del 2%; la lirica registra un +20% di spettacoli a fronte di un lieve aumento del pubblico: +0,2%.
Nella musica dal vivo, nonostante un dato in lieve flessione per il settore musicale (- 0,2%), si dichiara una crescita del 7%. Nel comparto dei concerti — classici, di musica leggera, jazz — il numero totale degli spettacoli è aumentato del 9% e i biglietti del 14%.
I grandi numeri rimangono, ovviamente, prerogativa delle grandi arene (Unipol Arena e Forum di Assago su tutti), ma cresce l’interesse per il patrimonio storico nella scelta delle location estive: la possibilità di esibirsi all’Arena di Verona, alle Mura Storiche di Lucca o alle Terme di Caracalla, diventa spesso un incentivo per gli artisti stranieri e nazionali. 
 Crescono i festival, anche quelli di nicchia, e con essi l’indotto economico territoriale: esemplare la situazione dell’Umbria Jazz, che porta al territorio umbro 5,8 milioni di € e fa registrare, durante il festival, il 34% in più di biglietti staccati al pozzo Etrusco, il 49% in più a Palazzo Sorbello e il 30% alla Galleria Nazionale dell’Umbria.
In generale è interessante notare come le attività del settore dello spettacolo dal vivo si focalizzino su pratiche di audience development, non più finalizzato al mero incremento dei biglietti venduti, ma piuttosto al coinvolgimento dei territori e delle comunità nelle attività performative.

I dati della Regione Marche

Nelle Marche, il valore aggiunto del settore culturale è del 6% rispetto al valore aggiunto complessivo, di questo il 3,8% è rappresentato dal settore creativo tout-court - il cosiddetto “core cultura”, e il 2,2% dalle attività creative driven, collaterali alle prime; gli occupati nel sistema culturale risultano il 6,4%, di questi il 4% è impiegato nel core cultura e il restante 2% nelle attività creative driven.
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La regione si situa così al quinto posto
, dietro Lombardia (rispettivamente: 7,3% e 7,5%) , Lazio (8,8% di valore aggiunto e 7,7% di occupazione), Valle D’Aosta e Piemonte. In cifre assolute, il valore aggiunto del sistema produttivo culturale è di 2,25 miliardi di euro (pari al 2,3% di quello nazionale, +0,5% rispetto al dato dell’anno precedente); sono 41.900 gli occupati nel settore (2,7% del dato nazionale e con un -1% rispetto al 2017).
Nel 2018 la spesa turistica attivata dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo nella regione Marche è stata di circa 1 miliardo di euro, il 3,2% del valore nazionale e il 51,2% della spesa turistica regionale.

Le imprese del sistema culturale e creativo nella regione (valori assoluti):
Industrie creative
• architettura e design: 2245
• comunicazione: 945
Industrie culturali
• cinema, radio e tv: 292
• videogiochi e software: 892
• musica: 257
• editoria e stampa: 2310
Performing arts: 818
Patrimonio storico artistico: 28
In totale il core cultura delle Marche registra la presenza di 7.167 imprese culturali e creative.

Leggi la ricerca IO SONO CULTURA 2019.

Da soli non si può. Empatia e tecnologia per costruire il futuro

A pochi giorni dalla presentazione del rapporto, Symbola annuncia le date e i programmi del Festival della soft economy, dal 2 al 4 luglio a Treia (MC) e l'agenda del Seminario estivo, 5 e 6 luglio a Treia (MC).
Scopri di più sul sito di Symbola.

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