Venerdì 15 maggio, l’opera di Gaspare Spontini “IL FLAMINIO” in streaming gratuito sul sito della Fondazione Pergolesi Spontini

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Il Teatro Pergolesi di Jesi non si ferma! Ogni settimana di venerdì o di sabato, le opere di Pergolesi e di Spontini registrate nelle passate edizioni del Festival Pergolesi Spontini sono trasmesse in streaming sul sito della Fondazione Pergolesi Spontini (www.fondazionepergolesispontini.com/diretta-streaming).

Sesto appuntamento venerdì 15 maggio, ore 21 con:
IL FLAMINIO di G.B. Pergolesi.
Ogni video resterà disponibile per 48 ore.

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Il Flaminio”, commedia per musica in tre atti su libretto di Gennarantonio Federico, è l’ultima opera composta da Pergolesi prima della sua prematura morte per tubercolosi all’età di soli ventisei anni; l’opera andò in scena per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nell'autunno del 1735 e, a giudicare dalle numerose riprese anche fuori Napoli, dovette riscuotere grande successo. Il suo singolare carattere composito, sempre a mezzo tra verità e finzione, sentimento e ironia, toni tragici e lazzi plebei, tenerezza arcadica e realismo popolare, sogno e disincanto ne fanno una delle più alte espressioni del teatro di primo Settecento e una delle opere più affascinanti di Pergolesi. La Fondazione Pergolesi Spontini ne ha proposto un nuovo allestimento con la regia di Michal Znaniecki, le scene di Benito Leonori e i costumi di Klaudia Konieczny. La revisione critica è a cura di Francesco Degrada (Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini). Ottavio Dantone ha diretto l’Accademia Bizantina e un cast di voci di prim’ordine con Juan Francisco Gatell (Polidoro), Laura Polverelli (Flaminio), Marina De Liso (Giustina), Sonia Yoncheva (Agata), Serena Malfi (Ferdinando), Laura Cherici (Checca), Vito Priante (Vastiano).

Il regista Michal Znaniecki lo ha descritto come «un Flaminio moderno che, con un salto di due secoli, abbandona il ‘700 e si dirige verso gli inizi del XX secolo. Pergolesi è un compositore modernissimo, le situazioni che descrive, i sentimenti che mette in gioco continuano a parlarci ancora oggi. L’opera, in verità, è una grande riflessione sulla natura umana».

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