FURENTES - l'Eneide della follia

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TAU Teatri Antichi Uniti XXII edizione Area archeologica di Monte Rinaldo

FURENTES - l’Eneide della follia

Isabella Carloni voce e drammaturgia Paolo Bragaglia elettronica analogica Francesco Savoretti percussioni mediterranee

FURENTES è un concerto per voce, elettronica e percussioni che attraverso l’esplorazione sonora dialoga con la lingua poetica dell’Eneide, il noto poema virgiliano. Due artisti di mondi musicali lontani tra loro – quello dell’elettronica e quello delle percussioni mediterranee - e una performer vocale si ritrovano insieme, per una comune ricerca e contaminazione tra territori espressivi diversi, attorno a un focus: il tema della follia legata all’ira, nell’Eneide, uno dei poemi fondativi della cultura occidentale. Nell’incontro del suono elettronico e minimale con le ritmiche tradizionali e percussive, legate a culture antiche e millenarie si delinea una tessitura che dialoga con la voce nella sua infinita gamma di sfumature e nell’oralità della parola amplifica senso e significati rifrangendosi nel suono e nel canto.

La trama sonora che ne deriva crea attorno allo “stato furente” un contraltare sonoro alla vicenda epica sviluppata da Virgilio nell’Eneide, dove la furia, attribuita per lo più a personaggi femminili, si rivela motore dell’azione, al di là di una linea solo apparentemente narrativa. Chi sono le donne infuriate dell’Eneide? Giunone, la regina degli dei gelosa di Venere che è madre di Enea; Didone, la regina di Cartagine abbandonata dall’eroe; Amata, la regina del Lazio madre di Lavinia promessa ad Enea e le donne troiane che, stanche di guerra, incendiano le loro navi per porre termine al lungo e pericoloso viaggio verso il Lazio, meta predestinata di Enea. Esse reagiscono con buon senso all'inganno e al tradimento amoroso, al viaggio estenuante e agli orrori della guerra, alla ricerca ambiziosa del potere: la loro lotta all’ordine di un’apparente predestinazione si rifrange nella nostra ricerca musicale, nell’esperienza dell’accadere sonoro, del gioco vocale che scardina i significati immediati e del viaggio musicale che scuote l’apparente ragionevolezza del già dato

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