Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio: sul palcoscenico dello Sferisterio arriva anche Il trovatore di Verdi

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Sabato 25 luglio e sabato 1 agosto sul podio Vincenzo Milletarì e un cast di stelle

Veronica Simeoni sostituisce Sonia Ganassi grazie alla disponibilità del Festival della Valle d’Itria

Nella seconda settimane della 56esima edizione del Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio accanto al Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart diretto da Francesco Lanzillotta e con la regia di Davide Livermore, debutta il secondo titolo operistico in programma: Il trovatore, realizzato in forma di concerto, sarà presentato sabato 25 luglio e poi sabato 1 agosto (sempre ore 21).
Sul podio dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana salirà il giovanissimo Vincenzo Milletarì, fra i direttori più promettenti dei nostri tempi (trent’anni proprio in questi giorni), allievo di Riccardo Muti e con molte esperienze già in teatri europei, che ha scelto tra l’altro di usare l’edizione critica della partitura a cura di David Lawton (Univeristy of Chicago Press, Chicago – Casa Ricordi, Milano).

«Il trovatore è un’opera per me più lunare che infuocata – dichiara Vincenzo Milletarì – Quello che mi fa letteralmente impazzire dell’opera è la sua pressoché totale assenza di luce naturale e diurna. Adotteremo l’edizione critica e vorrei non fare tagli, ma non voglio mettere in difficoltà i cantanti impegnati nelle produzioni da me dirette. Tutte le note scritte ci saranno; e anche qualcuna delle non scritte, che a me piacciono. È chiaro però che Verdi va concepito in maniera diversa rispetto a mezzo e più secolo fa, quando poteva bastare buttarsi direttamente sull’acuto per scatenare l’applauso: oggi, dopo decenni di ripulitura filologica e di analisi sempre più capillari sul testo, lo si deve prendere e comprendere nella sua grandezza incontaminata che impone anche soste e stasi al momento dei pezzi chiusi, là dove i cantanti devono cantare per mettere in luce non tanto la loro bravura quanto le motivazioni dei caratteri interpretati. E i cantanti delle ultime generazioni hanno in genere una conoscenza della musica e una consapevolezza culturale che consente loro di avere una visione più completa».

E per questa edizione maceratese, Milletarì potrà avere un cast canoro di quattro protagonisti fuoriclasse: il baritono Massimo Cavalletti sarà il Conte di luna, il soprano Roberta Mantegna sarà Leonora, il mezzosoprano Veronica Simeoni la zingara Azucena, il tenore Luciano Ganci invece Manrico. Completano la locandina Davide Giangregorio (Ferrando), Fiammetta Tofoni (Ines) Didier Pieri (Ruiz/Un messo), Gianni Paci (Un vecchio zingaro). Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” è diretto da Martino Faggiani, altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina. Le luci sono di Ludovico Gobbi, le immagini fotografiche di Ernesto Scarponi.

Il Macerata Opera Festival ringrazia sentitamente il Festival della Valle d’Itria che ha liberato dagli impegni già presi nel proprio cartellone il mezzosoprano Veronica Simeoni per essere presente allo Sferisterio in sostituzione della prevista Sonia Ganassi, colpita da un grave lutto. Una testimonianza di preziosa collaborazione fra le due istituzioni culturali, fra le poche in Italia a produrre quest’estate un festival completo, anche per garantire gli impegni presi con gli artisti, con le maestranze e con il territorio nel quale agiscono, oltre che alla tante richieste del pubblico che da anni segue le due manifestazioni.

Insieme a Rigoletto e alla Traviata, Il trovatore su libretto di Salvadore Cammarano ha contribuito in maniera determinante alla costruzione del mito di Giuseppe Verdi messo in scena infinite volte nei teatri di tutto il mondo, a partire dal debutto a Roma (Teatro Apollo), il 19 gennaio 1853. La storia, tipico esempio di melodramma romantico, coniuga la tipica coppia di amanti con i più tipici elementi della poetica verdiana: i rapporti familiari, il destino, la ragion di Stato, la morte. Alcune pagine della partitura sono divenute quintessenza dell’opera italiana e dell’immaginario collettivo legato al Risorgimento, a cominciare dall’indimenticabile citazione viscontiana nel suo film Senso; la “Pira” banco di prova di ogni tenore eroico accende le platee e i commenti dei melomani di tutto il mondo. Come sempre in Verdi, la trama delle voci e il ruolo del coro come personaggio collettivo rendono la partitura capace di evocare ogni situazione anche a partire dalla musica in sé stessa. Un motivo in più che sostiene la scelta di eseguire questo titolo in forma di concerto, per dare alle voci tutto il rilievo chiesto dagli appassionati.

Il Macerata Opera Festival è realizzato dall’Associazione Arena Sferisterio con Comune di Macerata, Provincia di Macerata, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Marche e grazie a un gruppo di privati fra cui il Banco Marchigiano come Major Sponsor. Un ringraziamento ai Cento Mecenati che sostengono attraverso Art Bonus l’attività del festival.

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