Tutte le news di Amici della Musica

  • BERTRAND CHAMAYOU, pianoforte

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    La Società Amici della Musica Guido Michelli apre il nuovo anno con uno dei più straordinari pianisti del panorama mondiale: Bertrand Chamayou, al Teatro Sperimentale alle ore 21 di venerdì 17 gennaio, potrete ammirare le sue esecuzioni per “dominio, immaginazione e approccio artistico sorprendenti” (Roberto Prosseda). In programma Robert Schumann, Blumenstück op. 19; Carnaval op. 9; Maurice Ravel, Miroirs; Camille Saint-Saëns, Les cloches de Las Palmas op. 111 n. 4; Mazurka in sol min. n. 2 op. 24; Mazurka n. 3 in si min. op. 66; Étude en forme de valse op. 52 n. 6. La sua originalità, la capacità di gettare una luce nuova anche su un repertorio molto conosciuto, lasciano senza parole e entusiasmano il pubblico. Un “principe dei pianisti” è stato definito, definizione eclatante per un pianista ancora nella fascia dei trenta anni. Nel 2019 ha vinto l’ambitissimo Gramophone Awards per il Miglior concerto e Incisione dell'anno per il suo album con i Piano Concertos n. 2 e 5 di Saint-Saëns con Orchestre National de France ed Emmanuel Krivine. L’incredibile controllo di Chamayou sulla tastiera renderà i mille colori, le luci brillanti come quelle profonde delle nebbie, gli spruzzi delle acque dell’oceano, come i suoni delle campane, sia di Miroirs che di Las Palmas, e le sfaccettature delle piccole scene che si susseguono nel Carnaval, cioè questa meravigliosa narrazione che è il programma, indimenticabile. Gli ingressi - particolarmente agevolati per i minori di 19 anni - vanno da 5 a 22 euro. Gratuiti, in numero predefinito, per gli studenti della Politecnica delle Marche. Biglietteria Teatro delle Muse. L’evento è realizzato in collaborazione con Marche Concerti.
  • CONCERTO DI NATALE- GIUSEPPE ALBANESE E I CONCERTI DI LISZT

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    Gli Amici della Musica “Guido Michelli” augurano un felice Natale al pubblico, giovedì 19 dicembre, alle ore 21, al Teatro delle Muse con Giuseppe Albanese, fuoriclasse del pianismo italiano, Form, Orchestra Filarmonica Marchigiana, e il direttore Carlo Tenan: un concerto strepitoso in collaborazione con Form, e con Università Politecnica delle Marche. Un programma festoso pieno di capolavori: i Concerti per pianoforte e orchestra n.1 e n.2 di Franz Liszt, Polonaise e Waltz dall’Evgenij Onegin di Pyotr Ilyič Čajkovskij, e quattro delle notissime Danze Ungheresi di Johannes Brahms. Quattro meravigliosi compositori per questo concerto in cui i concerti di Franz Liszt rappresentano per i pianisti una sfida di alto virtuosismo e affrontarli insieme nello stesso concerto è indicativo delle altissime capacità di questo giovane pianista: Giuseppe Albanese è uno dei più richiesti in campo internazionale della sua generazione. Vanta un notevole curriculum di studi: diploma di pianoforte al Conservatorio di Pesaro con 10 e lode e menzione d’onore, diploma con il titolo onorifico di “Master” presso l’Accademia Internazionale di Imola, laurea in Filosofia con il massimo dei voti e la lode presso l’Università di Messina (con dignità di stampa della tesi sull’Estetica di Liszt nelle “Années de Pèlerinage”) ed a soli 25 anni, docente a contratto di “Metodologia della comunicazione musicale” presso l’Università di Messina. Insegna attualmente Pianoforte al Conservatorio “Tartini” di Trieste. Nel suo palmarès spiccano in particolar modo il “Premio Venezia” (assegnato nel 1997 all’unanimità al miglior giovane tra i diplomati dei Conservatori d’Italia da una giuria presieduta da Roman Vlad) e il primo premio nel 2003 al Vendôme Prize (presidente di giuria Jeffrey Tate) con finali a Londra e Lisbona. E’ invitato per recital e concerti presso prestigiose ribalte internazionali quali il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York. Gli altri importanti protagonisti di questa serata sono ovviamente l’Orchestra Filarmonica Marchigiana e il direttore Carlo Tenan. Musicista poliedrico, Tenan si diploma in direzione d'orchestra, pianoforte, oboe, composizione e musica elettronica. Si dedica alla composizione studiando con Claudio Scannavini e approfondisce lo studio del pianoforte, con Franco Scala. Parallelamente all'attività di primo oboe - dall'età di vent'anni - dell'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e successivamente dell'Orchestra del Teatro alla Scala, si perfeziona in direzione d'orchestra con Daniele Gatti e Lorin Maazel. Carlo Tenan inizia la sua carriera di direttore collaborando, in qualità d'assistente alla preparazione, a produzioni sinfoniche e liriche dirette da Mtislav Rostropovitsch, Georges Prêtre, Rafael Frühbeck de Burgos, Antonio Pappano dirigendo tra le più prestigiose orchestre internazionali (Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra Sinfonica del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna,…) Gli ingressi - particolarmente agevolati per i minori di 19 anni - vanno da 5 a 35 euro. Info Biglietteria Teatro delle Muse; wwwamicimusica.an.it
  • FRANCESCO DILLON, violoncello - EMANUELE TORQUATI, pianoforte

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    Si chiude la residenza d’artisti Dalla musica in poi – nell’ambito del progetto interregionale Residenze (Artisti nei territori) – su iniziativa di Regione Marche, AMAT con la rete regionale concertistica Marche Concerti, in particolare con Amici Della Musica Guido Michelli di Ancona - e con Associazione Appassionata di Macerata. L’ultima residenza è in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, un progetto di Annalisa Pavoni. Il museo, luogo d’arte per antonomasia, è stato residenza creativa in luglio per il giovane e pluripremiato compositore Lorenzo Troiani - è di pochi giorni la notizia della vittoria nel prestigioso concorso della Deutsche Oper di Berlino, Neue Szenen -, che qui ha concepito un nuovo brano. Ora il Museo sarà luogo di studio per i musicisti Francesco Dillon, violoncello, e Emanuele Torquati, pianoforte (7-13 dicembre). Le due residenze s'intersecano infatti nella nuova composizione (che il duo studierà) e che apre anche alla nascita di un loro nuovo progetto artistico in cui al grande compositore romantico Robert Schumann si affianca l’esecuzione di un brano di un autore contemporaneo. Dillon e Torquati eseguiranno per il pubblico il 12 dicembre alle ore 19,30 musiche di Robert Schumann e in prima assoluta il brano che Lorenzo Troiani ha composto in residenza, “Ciò che resta del fuoco”, nel bellissimo Salone delle Feste del Museo Archeologico di Palazzo Ferretti. Il programma è ben rappresentativo degli interessi dei due interpreti che insieme hanno approfondito il repertorio romantico e tardoromantico, gli incunaboli del Novecento, e la contemporaneità passando per la figura di Salvatore Sciarrino, del quale sia Dillon che Troiani sono stati allievi di Composizione. Tutti e tre gli artisti hanno collezionato premi e riconoscimenti internazionali. Dillon, Torquati e Troiani presenteranno i brani in modo da rendere comprensibile il legame che corre tra tutte le composizioni in programma. Il brano di Troiani sarà eseguito in penombra, in una suggestiva atmosfera, ma si avrà soprattutto la rara occasione di ascoltare la musica cosiddetta “da camera” nel suo ambiente naturale, una sala da concerto privata, tale era lo scopo del salone della famiglia Ferretti - con una prima assoluta di un pianoforte moderno al suo interno (Roberto Valli, pianoforti). Il concerto è gratuito e aperto ad un numero limitato di persone a causa della scarsa capienza del Salone: si prenderanno prenotazioni dal giorno dal 4 al 9 dicembre compreso, allo 071 2070119 dalle 11-alle 13.
  • TRIO CECCANTI-FOSSI

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    Un meraviglioso programma e un trio eccellente sintetizzano il concerto del 24 novembre, al Teatro Sperimentale, alle ore 17,30, degli Amici della Musica “Guido Michelli”: il Trio Ceccanti - Fossi - Duccio Ceccanti, violino, Vittorio Ceccanti, violoncello, Matteo Fossi, pianoforte - eseguirà il celeberrimo Trio per archi e pianoforte n. 2 in si bemolle maggiore, op. 100 di Franz Schubert e il Trio per archi e pianoforte n. 4 in mi minore, op. 90, B. 166, Dumky di Antonín Dvořák. Si tratta di due composizioni che hanno entrambe un fascino diverso ma irresistibile: molti riconosceranno nel Trio op. 100 di Schubert, il leitmotiv del capolavoro di Stanley Kubrick, Barry Lindon, soprattutto legato all’ultima scena che riassume il fallimento del protagonista nell’immagine di una distaccata Lady Lindon alla scrivania. Penetrante malinconia a sprazzi di luce gioiosa, si trovano in questo trio come nel Trio Dumky. La parola dumky, plurale di dumka, significa meditare, pensare, riflettere, ed è anche una ballata celebrativa di grandi eroi. Il Trio è composto da sei “dumka” che si susseguono una dopo l’altra componendo una narrazione avvincente scaldata dal colore popolare delle sue melodie, ora eroiche, ora intime, poi gioiose o malinconiche. Il Trio fu composto da Dvořák ed eseguito la prima volta, nel 1891. Il Trio op 100 di Schubert viene composto un anno prima della sua prematura scomparsa a 31 anni, e nell’anno della morte di Beethoven. Si tratta di una delle rarissime opere che furono eseguite con Schubert in vita e per ben due volte; la seconda, in occasione del primo anniversario della scomparsa di Beethoven. Si tratta di un capolavoro assoluto di vaste proporzioni, che ha al centro il famoso “Andante”. Il Trio Ceccanti-Fossi è composto da tre musicisti di grande spessore. Duccio Ceccanti si è diplomato con lode in violino sotto la guida di Andrea Tacchi e si è perfezionato in seguito con S. Accardo, F. Andriewski, S. Gheorghiu e B. Belkin, iniziando giovanissimo la sua carriera concertistica che lo ha visto ospite delle più importanti società di concerti e Festival in Italia e all’estero. Vittorio Ceccanti ha studiato con i tre maggiori violoncellisti della celebre scuola di Rostropovich: Mischa Maisky, David Geringas e Natalia Gutman, laureandosi con la menzione d'onore alla Hochschule für Musik di Stoccarda. Diciassettenne debutta al Musikverein di Vienna con l'Orchestra della Radio ORF, iniziando un’intensa carriera internazionale che lo porta a suonare in Europa, Asia e Americhe. Matteo Fossi è nato a Firenze nel 1978, ha studiato fin da piccolissimo pianoforte e musica da camera alla Scuola di Musica di Fiesole, diplomandosi con il massimo dei voti. Molto attivo come concertista fin da giovanissimo, è ormai considerato uno dei principali musicisti italiani. Ha affrontato in questi anni tutti gli aspetti della musica da camera, dal duo al sestetto; nel 1995 ha fondato il Quartetto Klimt, uno dei gruppi cameristici italiani di riferimento. Gli ingressi - particolarmente agevolati per i minori di 19 anni - vanno da 5 a 22 euro. Gratuiti, in numero predefinito, per gli studenti della Politecnica delle Marche. Biglietteria Teatro delle Muse.
  • MARIO BRUNELLO BACH vs BACH – III. SPECCHI DI SUONO

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    Torna nelle Marche Mario Brunello dopo lo straordinario concerto a San Ginesio di settembre, e torna ad Ancona sempre con gli Amici della Musica “Guido Michelli”, e sempre con il violoncello e il violoncello piccolo, all’ Auditorium della Mole Vanvitelliana “Orfeo Tamburi”, domenica 27 ottobre alle 17,30, per la conclusione di un percorso triennale interamente dedicato a J.S.Bach. “Bach vs Bach, Specchi di suono” anno III chiude quindi l'esecuzione integrale delle sei Suite per violoncello e delle tre Partite e le tre Sonate per violino eseguite sul violoncello piccolo, uno strumento di raro ascolto che ha la stessa accordatura del violino, ma ad un'ottava più bassa. Il programma di quest'anno comprende le ormai celebri Suite n. 3 in do maggiore BWV 1009 e Suite n. 5 in do minore BWV 1011, per violoncello, e la Partita n. 3 in mi maggiore BWV 1006 e la Sonata n. 2 in la minore BWV 1003 per violino: preludi che aprono con la loro radiosa eleganza la teoria di danze francesi che si susseguono nelle Suite (appunto, “successione”) per violoncello come nelle Partite per violino (allemanda, corrente, sarabanda, giga, arricchite da minuetti o gavotte o bourrée...), chiusi dalla concentrata profondità della Sonata n. 2. Una serie di dialoghi eseguita alternando i due strumenti. In un'intervista, Brunello dice: “Le Suite sono la Bibbia di ogni violoncellista. Di recente alcuni studiosi ne hanno messo in dubbio l'autenticità. Furono scritte per violoncello? O Bach le concepì per la "sua" viola pomposa? Inoltre non esiste il manoscritto autografo di Bach, ma una copia fatta da sua moglie Anna Magdalena. Dunque, per poter contare ancora su un Bach "vero", mi sono rivolto alle Sonate e Partite certificate dal manoscritto autentico. Decidendo di partire dal basso”. Mario Brunello suona un violoncello “Maggini” del 1600. Gli ingressi - particolarmente agevolati per i minori di 19 anni - vanno da 5 a 22 euro, biglietteria Teatro delle Muse. Gratuiti, in numero predefinito, per gli studenti della Politecnica delle Marche. Info: http://www.amicimusica.an.it/event/mario-brunello-bach-vs-bach-iii