Tutte le news di Amici della Musica

  • Concerto per la Memoria DIFFERENT TRAINS

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    La Società Amici della Musica Guido Michelli da molti anni celebra il Giorno della Memoria con iniziative pensate appositamente. Quest'anno la scelta è ricaduta su di una composizione articolata della serata, dal titolo Different Trains, il 24 gennaio, Auditorium della Mole Vanvitelliana, alle ore 20, in cui varie forme d'arte accompagnano riflessioni e testimonianze. Gli ospiti della serata saranno Marika Kaufmann Venezia e Paola Vinay. La signora Kaufmann è la vedova di uno dei testimoni più attivi della Shoah, Shlomo Venezia, scomparso nel 2012. Venezia era uno dei pochissimi “Sonderkommando” sopravvissuti e chi questi fossero e quale fossero i loro compiti sarà tema sia della conversazione con Marika Venezia sia del cortometraggio che aprirà la serata, “SK- Sonderkommando” del giovane regista Nicola Ragone (n. 1986), Nastro d'Argento quale miglior cortometraggio 2015. A seguire, la testimonianza della sociologa Paola Vinay, a lungo residente ad Ancona, ma nata a Firenze. Suo padre, Tullio Vinay, è stato insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni, riconoscimento che viene dato dallo Yad Vashem di Gerusalemme a quelle persone che hanno messo in salvo anche un solo ebreo mettendo a repentaglio la propria. La Vinay racconterà così cosa accadeva nella loro casa di Firenze quando era una bambina. La parte finale della serata è dedicata al concerto: il Quartetto Prometeo eseguirà la composizione che dà il titolo all'intera iniziativa e che rappresenta simbolicamente tutta la Shoah. Il treno. Different Trains è la coinvolgente e suggestiva composizione per quartetto d'archi e nastro magnetico scritta nel 1988 da Steve Reich, uno dei massimi compositori statunitensi, padre del minimalismo, che nel 1988 traduce la sua riflessione personale in una composizione che diventerà un brano esemplare. Nato nel 1936 a New York, Reich era figlio di emigrati ebrei. I genitori molto presto si separarono e lui fu costretto a lunghi viaggi in treno con la governante tra New York e Los Angeles, per vivere con l'uno e l'altra. Molti anni dopo, Reich rifletterà sul fatto che, suoi coetanei in Europa, ebrei come lui, facevano nello stesso periodo viaggi su treni e destinazioni di ben altra natura. Ecco che nasce l'idea di Different Trains, i treni differenti che sono i differenti destini, in cui la parte registrata ferma le voci di persone in America e a sopravvissuti in Europa che raccontano gli anni della seconda guerra che diventa parte integrante della composizione. Accompagna l'esecuzione, la proiezione del video dell'artista Natasha Nisic, “The Gate of Birkenau”. Insieme al brano di Reich, due magnifiche “reinvenzioni” di Stefano Scodanibbio di due contrappunti da “L'arte della Fuga” di J. S. Bach, un omaggio a questo splendido “nostro” compositore, nato a Macerata nel 1956, prematuramente scomparso nel 2012. Di Scodanibbio/ Bach: Contrapunctus I e V.
  • ANDREA LUCCHESINI

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    Uno degli appuntamenti più attesi della stagione concertistica degli Amici della Musica “Guido Michelli” è sicuramente quello con Andrea Lucchesini, giovedì 1 marzo 2018 al Teatro delle Muse (solo platea) alle ore 21, pianista molto amato dal pubblico, lanciato giovanissimo sulla scena mondiale dalla vittoria al Concorso “Dino Ciani”. Uno splendido programma totalmente incentrato sui vertici del romanticismo, che non ha bisogno di molti commenti, i titoli parlano da soli: Robert Schumann, Fantasia in do maggiore op. 17, e Frédérich Chopin, 3 Notturni, Scherzo in si bemolle minore n. 2, op. 3, e Andante Spianato e Grande Polacca Brillante in sol maggiore, op. 22. Andrea Lucchesini, una carriera solistica internazionale importante - le orchestre più prestigiose, direttori quali Claudio e Roberto Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Chailly, Dennis Russell Davies, Charles Dutoit, Daniele Gatti, Daniel Harding, Vladimir Jurowski, Gianandrea Noseda e Giuseppe Sinopoli –, una passione per la musica da Scarlatti a Berio, le collaborazioni prestigiose, da Abbado a Luciano Berio, a Mario Brunello (con cui ha inciso l’integrale dell’opera beethoveniana, le Sonate di Brahms, ed inoltre composizioni di Chopin, Schumann, Schubert e Lekeu), dal 2008 Accademico di Santa Cecilia: la sua ampia attività gli vale nel 1994 il Premio Accademia Chigiana e l’anno successivo il Premio Abbiati.
  • MUSICA E MAGIA - Family Concert

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    «Immaginatevi una vecchia bottega di giocattoli... È notte fonda e solo un debole raggio di luna penetra dalla vetrata dentro la grande stanza... Tutti dormono... Dorme la bambola ballerina... dorme il soldatino di legno dentro una grande scatola bianca al centro della stanza... e dormono anche Pierrot, Arlecchino, Pulcinella e tutti gli altri giocattoli...». Le parole d'inizio de La boïte à joujoux di Claude Debussy
  • DOMENICO NORDIO E I SOLISTI DE LA VERDI

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    Un grande violinista, Domenico Nordio, con i prestigiosi Solisti de La Verdi, e i due meravigliosi Sestetti op. 18 e op. 36 di Johannes Brahms, compongono il concerto degli Amici della Musica “Guido Michelli”, giovedì 22 febbraio al Teatro Sperimentale alle ore 21. Un invito ad entrare nel mondo cameristico di uno dei più alti geni della musica con due lavori del giovane Brahms, nato ad Amburgo nel 1833 e morto a Vienna nel 1897. Il primo dei due Sestetti per archi, l'op. 18, in Si bemolle maggiore, fu composto nel 1858 e rimase uno dei suoi primi capolavori in questo genere, che ancora oggi, subito già nell'apertura “colpisce per grazia e calore e tutto fluisce nobile e cattivante sull'ala della prima sensazione", come disse il leggendario violinista Joachim suo fedele (e critico) amico. Il sestetto presentato da Joachim a Hannover il 20 ottobre 1860, e poco dopo a Lipsia e Amburgo, ebbe un immediato successo che dura fino ad oggi. Al secondo (ed ultimo) dei sestetti, l'op. 36 in Sol maggiore, è legata invece in qualche modo la storia d'amore forse più importante di Brahms. Il sestetto, che era stato eseguito per la prima volta a New York nel 1866, era stato iniziato nel 1864. Brahms inserì nel primo movimento un motivo secondario che ricalca le lettere (secondo la notazione anglosassone, corrispondenti a La Sol La Si Mi; T non è alcuna nota e non c'è) di un nome: Agathe, la donna con cui si era scambiato una promessa di matrimonio ma che la paura gli impedì di sposare (Brahms non si sposò mai). I Solisti del La Verdi con un primo violino d'eccezione, Domenico Nordio – dal 2017 Artista Residente dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi -, ci introdurranno nel mondo brahmsiano. Nordio è uno dei musicisti più acclamati del nostro tempo. Si è esibito nelle sale più prestigiose del mondo (Carnegie Hall di New York, Salle Pleyel di Parigi, Teatro alla Scala di Milano, Barbican Center di Londra, Suntory Hall di Tokyo), con le maggiori orchestre, tra le quali la London Symphony, la National de France, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, l'Orchestre de la Suisse Romande, l'Orchestra Borusan di Istanbul, l'Enescu Philharmonic, la Simon Bolivar di Caracas, la Nazionale della RAI, la SWR Sinfonieorchester di Stoccarda, la Moscow State Symphony e con direttori quali Flor, Steinberg, Casadesus, Luisi, Lazarev, Aykal. Allievo di Corrado Romano e di Michèle Auclair, nato a Venezia nel 1971, ex bambino prodigio (ha tenuto il suo primo recital a dieci anni), Domenico Nordio ha vinto a sedici anni il Concorso Internazionale “Viotti” di Vercelli con il leggendario Yehudy Menuhin come Presidente di Giuria. Dopo le affermazioni ai Concorsi Thibaud di Parigi, Sigall di Viña del Mar e Francescatti di Marsiglia, il Gran Premio dell'Eurovisione ottenuto nel 1988 lo ha lanciato in una carriera internazionale: Nordio è l'unico vincitore italiano nella storia del Concorso. Domenico Nordio è un artista Sony Classical. Biglietti da 4 (fino a 19 anni) a 22 euro. Gratuiti, in numero predefinito, per gli studenti della Politecnica delle Marche, biglietteria Teatro delle Muse
  • ALESSANDRO CARBONARE TETRAKTIS PERCUSSIONI

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    “Invenzioni” è il titolo del concerto che la Società Amici della Musica “Guido Michelli” propone a chi voglia passare un pomeriggio in musica divertendosi e apprezzando musicisti di grande valore in un mix insolito e originale che vi travolgerà, grandi e piccoli, domenica 4 febbraio alle 17,30 al Teatro Sperimentale. Sul palco il raffinato quartetto di percussioni Tetraktis con un mondo di suoni, timpani, vibrafoni e marimbe, insieme ad una vera star, il clarinettista Alessandro Carbonare, il più eclettico e fantasioso tra i clarinettisti italiani in attività, che tra i suoi strumenti proporrà i suoni affascinanti e senza tempo del duduk. Tanta bellissima, coinvolgente musica da Steve Reich - "Music for Pieces of Wood", i “pezzi di legno”, cinque paia di claves, strumenti di origine cubana, che Reich sceglie appositamente per il loro suono acuto e penetrante, tipico del paesaggio culturale americano - a Giovanni Sollima - "Millennium Bug", suite (III, II, I) per quartetto di percussioni “una breve riflessione su un’ansia che divide equamente virtuale e reale, tecnologia e spiritualità, un’antica ed ancestrale apprensione che l’uomo prova nei confronti delle grandi transizioni” - passando ai "classici", Igor Stravinsky – Tre Pezzi per clarinetto solo, una minuscola galleria di aforismi mondi del tutto diversi - e a pagine popolarissime come "Danze rumene" di Bela Bartók e "Le Api" di Antonio Pasculli nella rivisitazione di Gianni Maestrucci e Gianluca Saveri per clarinetto e quartetto di percussioni, (il “pianissimo simile al ronzio delle api”, che cattura l’attenzione dell’ascoltatore per virtuosismo e flessuosa leggerezza di suono del clarinetto, sostenuta da un delicato intarsio melodico e armonico di percussioni metallofone). Non essendo sterminata la produzione originale per clarinetto e percussioni, molti compositori attuali come Riccardo Panfili e Alessandro Annunziata (in programma) hanno dedicato a questa nuova formazione brani inediti e tutti da scoprire. “F for Fake” di Riccardo Panfili, prende il titolo dall'omonimo lavoro di Orson Welles che Panfili, in relazione al suo pezzo racconta così: "con “ F for Fake” abbiamo l’ultima fatica cinematografica di Orson Welles. Un saggio in forma filmica sulla potenza dell’arte e sulla magia del finto, sul luccichìo abbagliante della falsificazione. Il pezzo tenta di mimare il caleidoscopio di stili e tecniche cinematografiche messe in campo da Wells”. Ma tante ancora sono le composizioni con cui Tetraktis e Carbonare vi affascineranno - Gianluca Saveri/Alessandro Annunziata: La via della seta, Suite di temi e ritmi della tradizione popolare asiatica per duduk e quartetto di percussioni; Pedro Iturralde: Suite Hellènique (1988), per clarinetto e quartetto di percussioni; Bela Kovacs: Sholem - alekhem, rov Feidman!, per clarinetto e quartetto di percussioni -, trasportandovi in mondi affascinanti con folklore greco, ritmi di valzer, musica funky, tradizione ebraica, nel modo che solo la musica può fare. L'impressionante curriculum di Alessandro Carbonare lo vede primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia – già primo clarinetto solista all’Orchestre National de France a Parigi per 15 anni, e primo clarinetto nelle collaborazioni con Berliner Philarmoniker, Chicago Symphony e Filarmonica di New York. Solista con le maggiori orchestre del mondo, affianca alle prestigiose collaborazioni per la musica da camera - da sempre membro del Quintetto Bibiena, collabora regolarmente con eminenti artisti ed amici come Mario Brunello, Marco Rizzi, Pinkas Zukerman, Alexander Lonquich, Emmanuel Pahud, Andrea Lucchesini, Wolfram Christ, il Trio di Parma, Enrico Dindo, Massimo Quarta, Luis Sclavis... - quelle altrettanto importanti con Paquito D'Riveira, Enrico Pieranunzi e Stefano Bollani, in programmi jazz e klezmer. Particolare il rapporto con il grande Claudio Abbado, che l'ha invitato nel ruolo di primo clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e nell’Orchestra Mozart e con i quali ha registrato per Deutsche Grammophon il Concerto K 622, ma che ha anche assistito nell'impegno sociale nel progetto dell’Orchestra Simon Bolivar e delle orchestre infantili del Venezuela tanto cari al Maestro Abbado. Con l’ensemble di percussioni Tetraktis ha inciso, per Decca, “Inventions”, da cui il nome al concerto, dedicato al repertorio per clarinetto e percussioni. Gli eclettici Tetraktis in venti anni di attività hanno realizzato progetti di riconosciuto valore, collaborando con musicisti solisti di varia estrazione, come il cantante Lorenzo Jovanotti, DJ Ralf,il batterista Christian Mejer, il pianista jazz Ramberto Ciammarughi, il sassofonista Stefano “Cocco” Cantini, il video-artista Philipp Geist, il cornista Alessio Allegrini e attualmente il clarinettista Alessandro Carbonare, per ricercare una relazione artistica fra i diversi linguaggi, fra molteplici culture, permettendo una crescita ed un arricchimento del repertorio concertistico e didattico.Compositori italiani come Carlo Boccadoro, Tonino Battista, Thomas Briccetti, Paolo Ugoletti, Davide Zannoni, Alessandro Annunziata, Giovanni Sollima, Carlo Crivelli e Riccardo Panfili hanno scritto per Tetraktis, permettendo all’ensemble di mettere insieme un repertorio originale (e tutto italiano) dedicato al quartetto di percussioni. Biglietti da 4 (fino a 19 anni) a 22 euro. Gratuiti, in numero predefinito, per gli studenti della Politecnica delle Marche, biglietteria Teatro delle Muse. www.amicimusica.an.it